“Voi che ‘ntendendo il terzo ciel movete, Amor che ne la mente mi ragiona e Le dolci rime d’amor ch’i’ solìa” dal Convivio di Dante Alighieri.

Il rapporto conviviale, sempre nuovo, è opera di persone che partecipano alla creazione della vita sociale” da La Convivialità di Ivan Illich.

evento

La Fondazione ITS BACT – Istituto Tecnico Superiore per Tecnologie innovative per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche ha ideato e testato sul campo, l’ evento sulla Dieta Mediterranea, che si configura come:

 

  • una rappresentazione, multisensoriale e multidisciplinare, della cultura e della pratica gastronomica della dieta mediterranea che, nella forma di Convivio punta ad accrescere nei diversi soggetti della filiera ad essa connessa, la conoscenza e la consapevolezza del suo valore culturale oltre che nutrizionale, ambientale, economico

  • un occasione, sistematica e periodica, di verifica dello stato di avanzamento di un sistema integrato e interagente di comunità di soggetti (scienziati, produttori, chef, somministratori, distributori, formatori, consumatori, istituzioni pubbliche, che ricercano e sperimentano nuovi “spazi” di comunicazione e apprendimento reciproco, dove domanda e offerta si  incontrano, per condividere e generare conoscenza, innovazione,… cultura

motivazioni
  1. a) riaffermare il rigore scientifico e culturale del paradigma concettuale della Dieta Mediterranea: cibo, ambiente e salute, dal momento che sono proprio: la conoscenza scientifica acquisita, gli studi epidemiologici e la pratica medica che attestano le capacità preventive e curative del modello alimentare “mediterraneo” soprattutto nei confronti delle malattie cronico – degenerative dei nostri tempi come: obesità, patologie cardiovascolari, diabete e tumori. Una necessità di riaffermare un valore scientifico motivato anche dall’abuso che, negli ultimi anni, purtroppo, si è fatto dell’espressione “Dieta Mediterranea”, rendendola spesso sterile e vuota dei significati originari, se non addirittura, proponendone forme distorte e volgarizzazioni pubblicitarie generatrici di confusione, disorientamento e sfiducia nei consumatori, come negli operatori.

  2. b) valorizzare la rilevanza culturale e la funzione di tutela del paesaggio e dell’ambiente, di salvaguardia della storia, delle tradizioni, delle culture identitarie territoriali, di cui proprio i prodotti della natura e le loro trasformazioni per la gastronomia che può essere attribuita alla Dieta stessa. Anche a partire dal riconoscimento ufficiale da parte dell’Unesco (16.11.2010) della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e dalla Legge Regionale della Campania n. 6 del 30 marzo 2012 Riconoscimento della Dieta Mediterranea.[1]

  3. b) valorizzare la rilevanza culturale e la funzione di tutela del paesaggio e dell’ambiente, di salvaguardia della storia, delle tradizioni, delle culture identitarie territoriali, di cui proprio i prodotti della natura e le loro trasformazioni per la gastronomia che può essere attribuita alla Dieta stessa. Anche a partire dal riconoscimento ufficiale da parte dell’Unesco (16.11.2010) della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e dalla Legge Regionale della Campania n. 6 del 30 marzo 2012 Riconoscimento della Dieta Mediterranea.[1]

  4. c) creare un occasione di confronto sistematico (benchmarking e benchlearning), tra le imprese della filiera produttiva campana connessa alla Dieta, Tali eccellenze presentano, di fatto, nella dinamica di un’accezione della globalizzazione tendente all’omologazione alimentare, i valori della diversità del cibo, del piacere del pasto quotidiano, in casa e fuori casa, della cultura del valore della biodiversità alimentare, delle tradizioni agro-zootecniche / agro-alimentari, gastronomiche e turistiche, della sostenibilità e dell’eco-efficienza, come pilastri dell’attrattività di un territorio, prima ancora che della competitività delle imprese in esso operanti. Nella sostanza s’intende valorizzare, confrontare e diffondere la capacità di proporre, a partire dalle proprie pratiche di produzione, con semplicità, un legame forte con le tradizioni e il patrimonio di conoscenze locali, nuovi saperi, che costituiscono i caratteri affermativi di una nuova cultura del futuro, nella quale l’armonia con l’ambiente e la cooperazione tra diversi, diventano valore fondante del modo di vivere e di produrre ricchezza delle comunità locali, come di interagire a livello globale.

  5. d) stimolare la crescita cognitiva del consumatore di tutte le età, per consentirgli di scegliere con maggiore consapevolezza la propria alimentazione, perché sia capace di identificarne il valore delle materie prime e dei processi di lavorazione vecchi e nuovi, per apprezzarne appieno il sapore e il gusto superiore; per apprendere le chiavi interpretative delle emozioni legate al consumo di prodotti e ricette di alta qualità, ma anche per segnalare ai giovani inusitati fonti di studio, di lavoro e di piacere. I processi cognitivi da attivare riguardano, in altri termini, la conoscenza dei processi produttivi sostenibili e delle prestazioni superiori del prodotto finale, che consentono anche un’esperienza di consumo di eccellenza. In questa dinamica, intervengono il richiamo alla tradizione produttiva dell’area geografica, ai ricettari tipici della storia gastronomica, alle immagini di paesaggi, agli odori di luoghi integranti la propria identità. Nel contempo, le certificazioni e le etichettature assumono un valore di rassicurazione e garanzia, ancorché di significato dell’origine, dei processi di produzione, delle varietà utilizzate, della storia e delle identità socioculturali, del lavoro e della passione dei produttori

  6. e) enfatizzare la necessità di un protagonismo dei giovani nella ri-costruzione di stili di vita e di alimentazione legati alle proprie radici culturali, storiche e territoriali (contrasto appiattimento su modelii consumistici dannosi per il proprio futuro

[1] La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento, è uno stile di vita che promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo. Le donne svolgono un ruolo indispensabile nella trasmissione delle competenze, così come della conoscenza di riti, gesti tradizionali e celebrazioni, e nella salvaguardia delle tecniche”. (Comitato Intergovernativo dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità)

denominazione

“Convivio” dal latino convivium ovvero banchetto, simposio, che riprendendo l’immagine proposta dallo stesso Dante Alighieri con la sua opera omonima, vuole rappresentare una “mensa” simbolica, che offre ai partecipanti (ovvero a coloro che hanno desiderio di sapere, conoscere, gustare) una pietanza complessa (la Dieta Mediterranea), accompagnata da un pane (seminari, workshop, esposizioni e performance culturali) che ne faciliterà l’assimilazione. 

Il linguaggio è caratterizzato da uno stile argomentativo lucido e razionale, che passa in rassegna i temi e le visioni del nostro tempo, oltre che i componenti, le lavorazioni, le modalità di presentazione della qualità dei prodotti .

Un’esperienza unica che connette storia, cultura, legame identitario con i territori, tradizioni, usi e costumi, ecc., in grado di generare relazioni positive tra le persone, rapporti di scambio di idee, esperienze, sensazioni, ma anche di ricordi, di desideri, di ambizioni.

In realtà si tratta di valorizzare comportamenti e stili di consumo connotati dal seguente paradigma: “Chi si alimenta in un certo modo, ha un rapporto, con se stesso e gli altri, profondo, consapevole e ricco”.

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